10/04/17

Bukovaz su Bondarenko

sul numero primaverile di Erodoto108 Antonella Bukovaz racconta la poesia di Natalia Bondarenko

https://issuu.com/erodoto108/docs/erodoto108_n18/58


Natalia Bondarenko è arrivata da Kiev in Italia per seguire un amore, fotografa, dipinge e scrive poesie. Ama il mentre, la durata dell'atto, il gioco della creazione. E ha una fiducia straordinaria nella lingua italiana.
In Erodoto, in Storie di poesie del numero 18  https://goo.gl/e71Ibb, e con il testo di Antonella Bukovaz. 

09/04/17

Inedita

Affido il mio cuore al caso,
al brutto tempo,
alle coronarie antiquate,
ai polmoni che lo sostengono,
all’aria giusta che scarseggia
quando mi affido ad un ‘fido’
che mi scodinzola dietro,
chiede le coccole, si spaccia
per un cane ed ogni tanto
     [senza permesso]
gioca con l’osso del mio corpo.

Affido qualcosa che non esiste
a queste righe,
a queste righe di una fiducia corta, 
alle piccole sviste senza mestiere,
ad uno scenario con le rughe in vista,
ad un paio di occhiali neri
che coprono bene
il palpitare delle vene e tutto il resto
che non si vede
ma sta nell’aria di una primavera
che ti fa soltanto starnutire
e poltrire
     [fiduciosa],
e poltrire.


9.04.2017

01/02/17

Sara Comuzzo su Versante Ripido

di Natalia Bondarenko

Si faceva la prima selezione dei testi del concorso di poesia Pensare-Scrivere-Amare organizzato dal Comune di Remanzacco (UD). Dopo aver letto le due poesie mandate da Sara Comuzzo, ho pensato per un attimo che la ragazza aveva le potenzialità da vincitrice. La prima impressione era giusta. Così è stato: grazie ai voti altissimi e univoci di tutta la giuria, la Comuzzo ha vinto la I° edizione del premio.
Fra le due poesie che Sara mandò per il concorso c’era anche questa, piccolina, che attirò molto la mia attenzione e si chiamava “Aragoste”:

Cosa ne sanno i bambini del nostro dolore
quando l’unico problema è una palla bucata?

Non rimane che ascoltare le urla delle aragoste,
guardare l’acqua della pentola tingersi arancione.
Voler chiedere loro se si innervosiscono

poco prima di essere bollite.

Per leggere tutto vai su:

http://www.versanteripido.it/lironia-e-una-cosa-seria-rubrica-di-n-bondarenko-15/

23/12/16

"Dizionario dei perfetti" di Francesco Di Lorenzo e Ferdinando Gaeta

Ideali sociali e democratici novecenteschi…
Siamo ad una certa distanza dai movimenti di massa del secolo scorso, che sono stati molto spesso utili e liberatori; movimenti operai, studenteschi, femministi e antirazzisti… Oggi abbiamo black bloc, canale 5 con Belpietro e Barbara D’Urso, qualche vegano che sputa nel nostro panino con il prosciutto e altre piccole realtà abbinabili alla parola “bullismo” e non si capisce in che materia vogliono affermarsi. È giusto chiedersi cosa c’è di ironico in tutto questo contesto?

Il tema del Comunitarismo mi ha fatto patire davvero. Ma scavando un po’ nella mia libreria casalinga, ho trovato un libro che mi ha aiutato a schiarirmi le idee. Vi ricordate quei due raccontini ‘francesi’ (“Madame Bovary e Gustave Flaubert” e “Yves Montand e Simone Signoret”) già pubblicati su Versante Ripido tempo fa, presi dal libro “Coppie” di due autori napoletani Francesco Di Lorenzo e Fernando Gaeta?.....

per leggere tutto vai su:

11/12/16

inedita

Come si chiama quella cosa?
quando tu vivi da qualche parte del mondo
che, probabilmente, non ti appartiene
quando il mare si trova
a soli venti chilometri di distanza
il vento viene prevalentemente da nordest,
la pioggia da sudovest
e il sole ha il destino fragile
mentre dalla tua finestra vedi passare
soltanto
anni e anni d’incomprensioni.

Come si chiama quel pensiero perdurante?
quella teoria di una nostalgia più o meno sana
di un paese dove crescono molti cavoli,
dove le bufere di neve ti tolgono la vista,
e in chiesa si va solo per distribuire le scuse,
perché la vita da quelli parti si gusta con gli occhi
e la poesia si mangia al dente
dentro un monolocale, quattro per quattro,
dove si sta comodi solo se si sta abbracciati.

La perplessità sta nel non riconoscere più le cose,
dall' essere plagiati da un dettaglio
che non è affatto un dettaglio mentre
qualcosa di inavvertibile
si spiffera dalle finestre chiuse
e mette a dura prova il tuo midollo osseo
ormai modificato.


11.12.2016