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Intervista a Silvia Parma su Versante Ripido

I ragazzi di Silvia Parma


È un titolo provocatorio, naturalmente. Come provocatorio è anche il progetto di cui vi vorrei parlare oggi. Tutto inizia da un’idea di Silvia Parma, Responsabile del Coordinamento Regionale per la L.I.P.S, che un giorno invia un progetto di ‘poetry slam’ da farsi all'interno del Carcere Minorile del Pratello - Istituto Penale Minorile Siciliani - di Bologna. I partecipanti alla Competizione sono i ragazzi detenuti della struttura, per la maggior parte non italiani, molti di loro arrivati qui da soli, in condizioni di completo disagio e precarietà, quasi senza conoscenza della nostra lingua, che gareggeranno con propri scritti in lingua originale, seguiti da traduzione in italiano.

Per leggere tutto vai su:

http://www.versanteripido.it/pinpidin-una-rubrica-piccola-e-grande-7/

Versante ripido di marzo (2018)

Per ‘scovare’ un poeta che scrive in maniera ironica bisognerebbe, probabilmente, essere come un cane; un cane da tartufo, sempre probabilmente (visto che la poesia ironica è una rarità ormai conclamata). Bisogna annusare, annusare, annusare… cercare, cercare, cercare… leggere, leggere, leggere…

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http://www.versanteripido.it/lironia-e-una-cosa-seria-rubrica-di-n-bondarenko-22/

L’ironia è una cosa seria, rubrica di N. Bondarenko: Miladinovic

Marko Miladinovic
(Vukovar 1988) vive e lavora a Chiasso.
Canta per Fedora Saura.
Organizza e conduce il Ticino Poetry Slam.
È inventore del kit di sopravvivenza eticoestetica: il suo spettacolo si chiama “Stand up europeans!”, happening di poesie, gags e sketches, intorno ai temi della morale, della sessualità, dei valori et supersulteriori.
Suoi testi sono presenti in antologie poetiche e di racconti, riviste e sul web.
La sua opera prima si chiama “L'umanità gentile” e pubblicata da Miraggi Edizioni, (Torino 2016).

Questa la breve bio con cui generalmente viene presentato Marco Miladinovic. Quindi, si capisce subito, che ci troviamo al cospetto di un poeta performer, un vero talento della parola intesa in senso totale, e non solo scritta, ma anche detta e pronunciata. 
A giudizio di molti, tra i poeti performativi, nonostante la sua giovane età, è quello che mostra nella sua opera più maturità e completezza. Questo perché teatralizza i suoi testi in modo ‘matto’ e divertente, il più delle volte lasciando sorpreso lo spettatore ma non pretendendo mai di dare giudizi, che è una prova di grande maturità.  Insomma, per lui la realtà è amara e strana ma bisogna accettarla, mettendone in rilievo, come lui sa fare, alcune caratteristiche.
In più i sui testi, e quindi le sue performance, sono tutte intrise di un gradevole senso morale. Lui sceglie da grande esperto il campo in cui stare, la prospettiva da cui guardare il mondo. E, naturalmente, lo fa in modo assolutamente ironico. Non per caso su di lui è stato detto, che “contrasta il funereo coro delle troppe prefiche piangenti”. Infatti, nelle sue parole non troverete mai lamenti ma un senso e una prospettiva futuristica adeguata al presente, una volontà di intervenire sulle storture del mondo da intellettuale che medita e agisce. Un rivoluzionario della parola che ci fa capire molte più cose di quanto si possa pensare.
Non è per caso che il suo  operato (se così si può dire) è stato notato e citato da molti cultori di poesia e da critici. Ecco un esempio:

“Rivoluzionario elvetico” (Distorsioni.net)
“Ambassadeur de la cause européenne!” (Caroline Iberg, NOMES)
“Re incontrastato del funk sommesso” (Ondarock.it)
“Un savoir faire da esperto” (Giacomo Stanga)
“Contrasta il funereo coro delle troppe prefiche piangenti” (Sergio Sozi)
“Impostore!” (Storiadellamusica.it)
“Un futurista consapevole del presente” (Ilmucchio.it)
“Novello Zarathustra” (Mescalina.it)
“Intellettuale solipsista” (Sentireascoltare.com)
“Pulcinella senza maschera né bastone” (Alfonso Diego Casella)
“La sesta internazionale!” (Riccardo Lisi)
Ma chi è questo genio della filosofia morale?” (Giovanni Anceschi)



Alcune poesie prese dal libro “L'umanità gentile” e pubblicata da Miraggi Edizioni, (Torino,  2016).

LA VITA FU

Felice di un’altra morte
non muore la filosofia
ma nel cuore un battito salta
quando ella la felicità espone
e qualcuno risponde vabbe’
vabbe’ vabbe’

*
PARDON

Si è infelici nella felicità
si è felici quando non la si ha
allora si può fare, prendere e disfare
la felicità va tutta là quando su di giri
si legge, non molto si interpreta
si traduce e non si dice, quel poco
della natura chi si è accorto?
Chi tacque non pensò a niente
piuttosto non pensò affatto
non subito, qui scrissi, non dico altro
Bon appétit

*
QUESTO LO DISSERO TUTTI

Dissero il saggio e il vanitoso
la natura ci creò per poterla pensare!
Dissero l’orgoglioso e il religioso
come la natura fummo creati!
Dissero il romantico e l’uomo d’azione
la natura ci creò per poterla ammirare!
Dissero il burocrate e lo scienziato
ci creò per essere ordinata!
Dissero l’ironico e il decadente
la natura da qui non si scosta!
Dissero il cinico e l’imbecille

*
LA DOTTORINA DELLA GENTILEZZA

Sii gentile con le persone. Lavati i denti e ricorda lo spazzoli- no se stai fuori. Cerca di non morderti le unghie. Lavati il corpo ogni due o tre giorni e le mani quando puoi. Pulisci il bagno un po’ più spesso, pensa agli ospiti. Svegliati alla mattina e dormi un po’ nel pomeriggio – la bellezza del giorno è tutta nel matti- no. Fa passeggiate e porta i saluti. Sii nobile e forte, esponiti ed esteriorizza. Mangia poco (i più longevi sono d’accordo) – la fame è il miglior condimento. Chiediti chi ha più umori, se tu o il tempo. Non potrai evitare i temporali, sempre gli imbecilli e i tarantolati. Soppesa ugualmente lodi e biasimi. Confida in te stesso. Misurati con le opere e gli uomini meglio riusciti. Sii critico e cerca il buon gusto. Sii molesto un numero limitatissimo di volte nell’arco della tua vita e contale. Non essere mai molesto. Sii disperato, prospera e non sperare mai. Non farti mai una colpa, benché ciò sia impossibile, infatti non esiste la colpa. Ugualmente non esiste vergogna, morte, anima, innocenza, scelta, potestà, guarigione, castità ecceterà. Conosci le dottorine e prenditi cura dei tuoi vizi. Non essere mai fanatico, totalitario, monoteista, fascista o una nullità – meglio un buono a nulla a cui il nulla dia la sua bontà! Non avere preoccupazioni, rimorsi o rimpianti – se ciò ti affatica svuota un sacco pieno di sassi mordendone uno a uno e riponendo ciascuno nel sacco. Non avere paura di non lavorare. Ricorda, la ricchezza è differenza, selezione, diversità. Una divinità composta da un dio soltanto è sinonimo di molta povertà, miserie e atrocità (forse che la morte sia un’invenzione delle religioni monoteiste?). Abita i tuoi pensieri ma arieggia, le idee lasciale a quelli sopra. Stringi amicizie e alleanze. Sii ospitale e non compiacerti se prima non dai piacere. Sii solitario e di buona compagnia. Se di quando in quando ti senti rigido sii forte e spezzati. Trova le tue domande. Fa di te uno scopo. Registra e trascrivi i sogni già sognati. Ricorda che tutti i vivi devono vivere e ciascuno lotta per la sua propria vita (che altro fuor da questa non esiste). Sii critico verso la ragione, lo stato, i preti, i poliziotti, internet e ricorda il primo verso. Rifiuta ogni gratuità: tutto ciò che è gratuito di questo sa. Impara dai motti di spirito ma non da questo. Lascia credere, prima o poi si smetterà – è lecito offendersi quando si viene creduti. Non c’è al mondo volere né certezza. Non essere stupido e non farti tatuaggi. Niente dura quanto credi, neppure ciò che credi duraturo. Ma ancora tu credi? Neppure sii modesto e non segui- re nessuna moda né tendenza – noi siamo gli antichi e viviamo nell’infanzia! Ringrazia prima di rifiutare. Riconosci che la vita non dà premio e non c’è posa; ciò che annienta se stesso non ha valore. Ma a questo ripenserai in una età lontana dall’adolescenza. Datti tempo e scoprirai che sarà tuo tutto il tempo che saprai darti. Intanto non chiedere a nessuno l’età. Trova i tuoi maestri. Ricorda che la natura è indifferente ma pure, prima che tu nascessi, sono trascorsi miliardi di tramonti e milioni di eternità. Non cercare consolazioni, non consolarti, non farti consolare: prendi atto delle tue consolazioni. Nascendo hai reso possibile quanto prima di te non fu e ora che sei vivo non cercare scopi altrove. Impara a cucinare per dare piacere. Circondati di belle cose e non accumularle. Riconosci che i soldi vanno e vengono ma sempre restano e tu, i tuoi amici e i tuoi affetti no. Fa regali a chi vuoi bene. Vivi la tua sola vita, onestamente e senza offesa. Sta’ attento alla postura. Sii severo con te stesso, meno con gli altri. Inventa per te stesso la tua grande salute. Sii divertente e di spirito, molteplice e differente. Guarda il cinema d’autore, i bei film italiani, interrompi subito la visione di film brutti. Ricorda che la vita è breve, pensa al respiro di un dinosauro – la brezza sul tuo collo. Ti auguro un buon nemico, qualche cosa di antico. Ogni tuo gesto è decisivo.



(Ho avuto la fortuna di vedere un suo spettacolo (spezzone) a Portogruaro durante il Poetry Slam,  dove lui si è esibito come ospite speciale, con la sua poesia “speciale” e con il suo modo “speciale” di proporla. Non avendo un video di quella serata, vi propongo (qua sotto) un video registrato,  in un altro luogo,  di una poesia intitolata “Preghiera” che mi piacque molto.)

Rocco Burtone su VERSANTE RIPIDO

Rocco Burtone

Più che un pittore, o uno scrittore, o un musicista, Rocco Burtone è un personaggio, un artista che fa e vuole fare troppe cose, e facendone troppe, così dice scherzando: «Non ne faccio una buona». È proprio lei,  l'autoironia autentica, che contraddistingue il carattere di Burtone e la sua creatività 24 ore su 24. Burtone non si prende mai sul serio. Ha qualcosa di puro e di adolescenziale nel suo modo di porsi. Probabilmente gli studi filosofici e di pedagogia al Magistero di Trieste hanno lasciato una certa impronta anche se, come dice lui, manca il conseguimento della laurea «dovuto alla altissima percentuale di femmine in facoltà».

Quando è sul palco, si nota subito la sua capacità di divertire e divertirsi: anche in momenti seri riesce a colorare i testi teatrali con una giocosità tipica dell'attore-bambino che, in quanto tale, sprona il pubblico ad ascoltare senza tormenti o scrupolosità eccessiva, come a dire: «apriamoci alle catastrofi del mondo con analisi, sorrisi e intelligenza, al fine di superarle».

Per leggere tutto vai su:
http://www.versanteripido.it/lironia-e-una-cosa-seria-rubrica-di-n-bondarenko-19/

I concorsi e la poesia giovanile



Penso scrivo amo? «Può darsi che la poesia sia essenzialmente un moto inconscio come lo è l’amore. Diceva M.Cvetaeva che  “la poesia è qualcuno o qualcosa che dentro di noi vuole disperatamente essere”. Ma al di là delle possibili definizioni, resta il fatto che sono cambiati  e stanno cambiando i paradigmi che ci hanno accompagnato in passato. Cambia il senso del tempo e dell’appartenenza. Cambiano i linguaggi con cui esprimiamo le nostre relazioni. Tutto diventa più numeroso, più grande e più bello. Anche la poesia può oggi permettersi di ampliare i suoi tempi, raggiungere molte più persone, essere fonte di grandi promesse. Se è vero che l’umanità oggi può autodistruggersi, è altrettanto vero che questa stessa umanità oggi può auto-svilupparsi incredibilmente». Le parole, che esprimono in pieno il mio pensiero sulla poesia attuale, sono di Francesco Di Lorenzo e fanno parte di una delle mie interviste dedicate alla poesia.

Ma che spazio occupa oggi la poesia nel mondo dei giovani? Già il rapporto tra i giovani e la lettura è in generale complesso, figuriamoci quello con la poesia! Così, molto spesso, i versi rimangono racchiusi tra le pagine dei libri, tra quei banchi di scuola in cui per la prima volta sono apparsi Leopardi o Foscolo… dopodiché, sia la poesia che gli autori,  figurano solo come un brutto ricordo. Per di più nei ragazzi si nota una certa paura di parlare dei propri sentimenti e mettere a nudo la propria anima specialmente con i professori, e questo aspetto io lo ricordo perfettamente perché anche la mia strada poetica in quella età fu timida e piena di insicurezze.
Oggi come oggi, invece, dopo aver avuto la possibilità di conoscere più da vicino alcuni testi, ritengo che la poesia prodotta dai ragazzi (molto più di quanto si pensi), si rivela fresca, lirica e sincera, a volte coraggiosa, a volte - sperimentale, ma molto spesso piena dei sentimenti profondi e di emozioni forti. Insomma, una poesia che ha bisogno di un’attenzione...

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http://www.versanteripido.it/pinpidin-una-rubrica-piccola-e-grande-2/